Home » Non categorizzato » Albi illustrati e Yoga Educativo: quando le storie diventano esperienza
Le storie occupano un posto speciale nell’infanzia. Attraverso le parole e le immagini, bambini e ragazzi possono entrare in mondi sconosciuti, incontrare personaggi diversi da sé, avvicinarsi a emozioni difficili da esprimere e immaginare possibilità che ancora non appartengono alla loro esperienza quotidiana. Gli albi illustrati per bambini, in particolare, possiedono una ricchezza particolare: testo e immagini dialogano, si completano e, a volte, si contraddicono, lasciando a chi legge uno spazio prezioso per osservare, interpretare e immaginare.
Quando gli albi illustrati incontrano lo Yoga Educativo, la storia può compiere un passaggio ulteriore. Ciò che è stato ascoltato o osservato può essere sperimentato attraverso il corpo, il movimento, il respiro, il gioco, l’immaginazione e la relazione. Un personaggio può suggerire una qualità da esplorare, un viaggio può diventare esperienza corporea, un’immagine può accompagnare una visualizzazione e una situazione narrativa può aprire una riflessione sulle emozioni o sulle relazioni.
In questo modo la letteratura per l’infanzia non rappresenta semplicemente un’introduzione piacevole alla pratica e non serve a “travestire” lo yoga per renderlo più interessante ai bambini. Se scelta e utilizzata con intenzionalità, la storia può diventare un vero filo conduttore dell’esperienza e offrire alla pratica dello Yoga Educativo una cornice narrativa capace di collegare corpo, pensiero, emozioni e consapevolezza.
Indice dei contenuti
Che cos'è un albo illustrato?
Quando pensiamo a un libro per bambini potremmo essere portati a immaginare un testo semplice accompagnato da alcune figure. L’albo illustrato è invece un linguaggio molto più complesso, nel quale parole, immagini, ritmo della narrazione, composizione della pagina, colori e persino ciò che non viene esplicitato partecipano alla costruzione del significato.
L’immagine, infatti, non ha soltanto il compito di mostrare ciò che il testo racconta. Può aggiungere informazioni, suggerire un’emozione, anticipare ciò che accadrà, creare un contrasto oppure lasciare aperta un’interpretazione. Per questo un buon albo può essere letto più volte e continuare a offrire particolari, connessioni e domande nuove.
La letteratura per l’infanzia non dovrebbe quindi essere considerata esclusivamente come uno strumento per trasmettere un insegnamento o una morale. Può essere uno spazio nel quale confrontarsi con punti di vista differenti, formulare ipotesi, immaginare alternative e costruire gradualmente un proprio pensiero. Nei materiali da cui nasce questo approfondimento viene evidenziato proprio come un buon libro possa offrire possibilità educative che vanno oltre una semplice finalità didattica.
Questa caratteristica rende l’albo illustrato particolarmente interessante anche nello Yoga Educativo, perché entrambi i linguaggi possono aprire un’esperienza senza avere necessariamente bisogno di definirla in anticipo in tutti i suoi significati.
Perché gli albi illustrati sono importanti nell'infanzia?
Leggere o ascoltare una storia significa compiere un piccolo viaggio fuori dalla propria esperienza abituale. Per qualche minuto possiamo vedere il mondo attraverso lo sguardo di un personaggio, chiederci che cosa farà, immaginare ciò che potrebbe accadere e confrontare la sua esperienza con la nostra.
Questa possibilità di abitare simbolicamente situazioni differenti favorisce la costruzione di ipotesi e l’apertura a punti di vista diversi. La narrazione permette di immaginare scenari alternativi alla vita quotidiana e può stimolare riflessione, comprensione, empatia e capacità di osservare una stessa situazione da prospettive differenti.
Stimolano immaginazione e pensiero
Una storia non consegna necessariamente tutte le risposte. Spesso sono proprio i suoi spazi vuoti a renderla interessante: che cosa pensa quel personaggio? Perché ha compiuto quella scelta? Che cosa potrebbe succedere nella pagina successiva? Che cosa non ci sta dicendo l’immagine?
In questi passaggi il bambino non è un destinatario passivo, ma partecipa alla costruzione del racconto. Immagina, collega, anticipa, interpreta e può formulare soluzioni diverse. La storia diventa così uno spazio nel quale esercitare il pensiero senza la pressione di dover trovare immediatamente una risposta corretta.
Permettono di incontrare emozioni e punti di vista differenti
Le storie consentono inoltre di avvicinare emozioni complesse attraverso una distanza protettiva. Prima di parlare della propria paura, della propria insicurezza o del desiderio di essere riconosciuti, possiamo osservare un personaggio che vive una situazione simile e interrogarci su ciò che potrebbe provare.
Generosità, fiducia, coraggio, amicizia, diversità, attesa, frustrazione, autonomia, bisogno di aiuto e capacità di stare insieme possono emergere naturalmente dalla trama, senza essere trasformati necessariamente in una “lezione sulle emozioni”.
È una differenza importante: la storia non spiega l’emozione, ma permette di incontrarla.
Creano uno spazio di relazione e ascolto
La lettura condivisa ha anche una dimensione relazionale. Guardare insieme un’immagine, aspettare il proseguimento di una storia, ascoltare le osservazioni degli altri e scoprire che una stessa pagina può suscitare interpretazioni differenti significa imparare che non esiste sempre un unico modo di vedere ciò che accade.
Questa apertura al punto di vista dell’altro è particolarmente interessante nello Yoga Educativo, dove l’ascolto non riguarda soltanto sé stessi, ma anche il modo in cui si entra in relazione con il gruppo e con l’esperienza che si sta condividendo.
Come utilizzare storie e albi illustrati in un percorso educativo?
Utilizzare un albo illustrato in un’attività educativa non significa necessariamente leggerlo dall’inizio alla fine e poi chiedere “che cosa ci insegna questa storia?”. Una lettura troppo orientata verso una morale prestabilita rischia infatti di ridurre la ricchezza del racconto e di guidare tutti verso la stessa conclusione.
Una storia può invece diventare un punto di partenza. Possiamo soffermarci su un’immagine, anticipare ciò che potrebbe accadere, osservare la postura di un personaggio, immaginare i suoi pensieri oppure lasciare che alcune parole ritornino successivamente in un gioco o in un’attività corporea.
Il libro può accompagnare l’esperienza senza doverla dominare. Ci sono pratiche nelle quali la narrazione può essere presente per tutto il percorso e altre in cui è sufficiente un’immagine, una situazione o una domanda. L’elemento fondamentale è che tra storia e attività esista una coerenza di significato, evitando di utilizzare l’albo semplicemente come un pretesto per proporre esercizi già decisi in precedenza.
Da questo punto di vista, una delle immagini più efficaci emerse dai materiali di approfondimento è quella dell’albo come bussola: la narrazione può orientare le diverse fasi dell’Onda dello Yoga Educativo, mentre immagini e personaggi possono suggerire movimenti, posizioni e possibilità di esperienza.
Gli albi illustrati nello Yoga Educativo
Lo Yoga Educativo coinvolge contemporaneamente corpo, movimento, respiro, gioco, immaginazione, relazione e ascolto. L’albo illustrato possiede una qualità simile, perché mette in relazione parole, immagini, emozioni, pensieri e possibilità.
L’incontro tra questi due linguaggi può quindi avvenire in modo molto naturale. La storia offre una cornice simbolica entro la quale muoversi, mentre lo Yoga Educativo permette di trasformare ciò che è stato immaginato in un’esperienza concreta e corporea.
Nei percorsi sviluppati a partire dagli albi illustrati emerge chiaramente questo passaggio: dopo la lettura, il corpo entra nella storia attraverso le sue molteplici possibilità di espressione e ciò che era contenuto nelle pagine può diventare movimento.
Non significa, tuttavia, rappresentare letteralmente ogni elemento del racconto. Le possibilità più interessanti si aprono quando si cerca di comprendere quali qualità attraversano la storia: stabilità, leggerezza, fiducia, energia, attesa, paura, apertura, collaborazione, coraggio, curiosità. Sono queste qualità che possono diventare materia della pratica.
Dalla narrazione al movimento
Immaginiamo una storia che racconti un viaggio. Si potrebbe semplicemente mimare il cammino dei personaggi, ma si potrebbe anche esplorare qualcosa di più profondo: l’entusiasmo della partenza, l’incertezza davanti a ciò che non conosciamo, la fatica, la necessità di fermarsi, l’incontro con qualcuno, il desiderio di ripartire.
A questo punto il corpo non sta più illustrando il racconto, ma sta esplorando alcune delle sue qualità.
Il movimento può essere ampio o piccolo, veloce o lento, deciso oppure esitante. Si può sperimentare l’equilibrio, il passaggio dall’attivazione alla quiete, il muoversi individualmente oppure insieme agli altri. È proprio in questo passaggio che la storia può diventare un’esperienza e non rimanere soltanto qualcosa che abbiamo ascoltato.
Immagini, asana e gioco corporeo
Anche le illustrazioni possono offrire molti stimoli. Il corpo di un personaggio appare aperto oppure raccolto? Sembra leggero o pesante? È stabile oppure sembra sul punto di perdere l’equilibrio? Che cosa comunica la sua postura?
Osservazioni di questo tipo permettono di passare dall’immagine al corpo senza dover necessariamente creare un’associazione letterale tra ogni figura e una posizione yoga.
Naturalmente gli asana possono entrare nella pratica e alcune immagini possono suggerirli spontaneamente. Un albero, un animale o un elemento della natura possono diventare un punto di partenza immediato. Tuttavia, in una pratica di yoga per bambini, ciò che conta non è soltanto “fare la posizione giusta”, ma esplorare come ci sentiamo mentre la assumiamo, che cosa cambia quando cerchiamo stabilità, quando allarghiamo lo spazio del corpo o quando troviamo un equilibrio.
In questo modo l’asana rimane collegata alla storia ma acquista anche una dimensione di ascolto.
Respiro, rilassamento e visualizzazione
Una storia possiede un ritmo: ci sono momenti di azione e momenti di attesa, accelerazioni, pause e passaggi nei quali sembra quasi necessario fermarsi.
Anche l’Onda dello Yoga Educativo attraversa qualità differenti, alternando attivazione e rilassamento. Il racconto può quindi offrire immagini particolarmente efficaci per accompagnare il passaggio verso il respiro, la quiete o una visualizzazione.
Un vento che si calma, una foglia che scende lentamente, un luogo sicuro raggiunto dopo un viaggio, un cielo che cambia o un personaggio che finalmente si ferma possono diventare immagini capaci di sostenere l’attenzione senza bisogno di lunghe spiegazioni.
La narrazione e le immagini mentali permettono così di costruire un ponte tra storie per bambini, immaginazione e consapevolezza corporea.
Le storie come spazio per incontrare le emozioni
Uno degli aspetti più interessanti dell’utilizzo degli albi illustrati nello yoga per bambini riguarda proprio la possibilità di esplorare le emozioni senza renderle necessariamente oggetto di una spiegazione teorica.
Se il protagonista ha paura, possiamo osservare come immaginiamo il suo corpo: è rigido? Si fa piccolo? Il respiro potrebbe essere veloce? Se successivamente trova coraggio, che cosa potrebbe cambiare? Il corpo si apre? Il movimento diventa più deciso?
Attraverso il personaggio possiamo avvicinare un vissuto e, attraverso la pratica, possiamo esplorare come alcune qualità vengono percepite nel corpo.
Non è necessario arrivare alla conclusione “la paura è questa” oppure “per essere coraggiosi dobbiamo fare così”. È molto più interessante lasciare che ciascuno trovi un proprio modo di riconoscere ciò che sta sperimentando.
Il valore delle domande
Nell’incontro tra Yoga Educativo e albi illustrati, le domande possono avere un ruolo molto importante sia durante la lettura sia nella progettazione dell’attività.
Una domanda aperta non serve a verificare se il bambino ha capito correttamente il libro. Può invece stimolare curiosità e ricerca: che cosa pensi possa succedere? Che cosa potrebbe provare questo personaggio? Che cosa ti fa pensare questa immagine? Esiste un altro modo di vedere la situazione?
Anche chi progetta la pratica può utilizzare le domande come strumento di consapevolezza: perché ho scelto proprio questo albo? Quale esperienza desidero rendere possibile? Sto utilizzando il libro soltanto come sfondo oppure le attività dialogano realmente con la storia? Quali immagini o temi possono ritornare nelle diverse fasi dell’Onda?
Nei materiali analizzati, il porsi domande viene indicato proprio come uno strumento per progettare, focalizzare l’attenzione e non accontentarsi della prima soluzione disponibile.
La domanda, quindi, non deve necessariamente condurre a una risposta. Può semplicemente mettere qualcosa in movimento.
Come scegliere un albo illustrato per una pratica di Yoga Educativo?
Non tutti gli albi illustrati per bambini devono diventare il punto di partenza per una pratica, così come non è necessario scegliere esclusivamente libri che parlino esplicitamente di yoga, meditazione o emozioni.
Spesso le storie più interessanti sono quelle capaci di lasciare spazio. Una narrazione sul viaggio può parlare contemporaneamente di curiosità, paura, cambiamento e relazioni; una storia sull’unicità può aprire riflessioni sulla diversità, sul confronto e sull’autostima; una storia sull’amicizia può contenere anche solitudine, fiducia, conflitto e capacità di chiedere aiuto.
Prima di proporre un libro può quindi essere utile leggerlo più volte e conoscerne bene immagini, ritmo e possibilità. È importante chiedersi quale tema emerga realmente, quali parti abbiano maggiore forza evocativa, quanto tempo richieda la lettura e in quale modo possa dialogare con le varie fasi dell’esperienza.
La progettazione consapevole non consiste nel sapere anticipatamente ciò che ogni bambino dovrà comprendere. Significa piuttosto chiarire l’intenzione dell’adulto e preparare una struttura sufficientemente solida da poter poi ascoltare ciò che accade durante la pratica. Nei materiali di approfondimento, proprio la scelta ragionata del libro, la conoscenza dei suoi tempi e del modo in cui proporlo vengono considerate parte integrante della progettazione dell’Onda.
A volte, infatti, una storia conduce la pratica in una direzione diversa da quella immaginata. Ed è proprio qui che osservazione e capacità di adattamento diventano importanti: la scaletta offre una base, ma non deve impedire di accogliere domande, reazioni, intuizioni e bisogni che emergono nel gruppo.
In conclusione...
Gli albi illustrati e lo Yoga Educativo condividono una caratteristica importante: entrambi possono aprire uno spazio di esperienza nel quale non tutto deve essere immediatamente spiegato.
Le storie permettono di immaginare, incontrare emozioni, assumere punti di vista differenti e formulare domande. Lo Yoga Educativo aggiunge il linguaggio del corpo, del respiro, del movimento, dell’ascolto e della relazione. Quando questi elementi vengono messi in dialogo con intenzionalità, una storia può diventare il filo che accompagna l’Onda e dà significato alle diverse esperienze.
Non si tratta quindi di trasformare ogni albo in una lezione di yoga, né di utilizzare la letteratura per l’infanzia per trasmettere una morale stabilita in anticipo. Si tratta piuttosto di riconoscere che alcune storie possiedono immagini, ritmi, temi e domande capaci di continuare anche fuori dalla pagina.
Forse, allora, prima di domandarci “quali attività posso costruire intorno a questo libro?”, possiamo fermarci un momento e porci un’altra domanda:
“Che cosa potrebbe diventare questa storia se fosse vissuta anche attraverso il corpo?”
È da qui che un’immagine può trasformarsi in movimento, una parola in respiro, una vicenda in riflessione e un albo illustrato in un piccolo viaggio di consapevolezza.
Se desideri approfondire strumenti e metodologie per proporre lo Yoga Educativo a bambini e ragazzi, scopri i nostri percorsi di formazione e il metodo Yoga Educativo.
Contattaci, saremo felici di aiutarti!
Siete interessati ad attivare un progetto di Yoga Educativo nella vostra Scuola o nel vostro territorio?
Non esitate a contattarci per ricevere ulteriori informazioni e scoprire come possiamo contribuire al benessere e allo sviluppo dei vostri bambini e ragazzi.
Scrivi un’email alla Coordinatrice Nazionale Progetti [email protected]
oppure compila il form per essere ricontattati.
Vuoi diventare Istruttore di Yoga Educativo?
Scrivici ora per avere maggiori informazioni sui nostri corsi e ricevere in anteprima le news sulle nostre iniziative!
Conosci gli autori!
Istruttrice certificata di Oki do Yoga, con un master in “Yoga Studies” conseguito presso l’Università degli studi di Venezia, è docente a contratto del corso di alta formazione “Yoga Educativo a scuola” presso l’Università degli Studi di Padova.
Co-Fondatrice e Presidente della Ssd “Yoga Educativo”.
In possesso di un dottorato di ricerca in Scienze pedagogiche, dell’educazione e della formazione presso l’Università degli studi di Padova. La tesi del dottorato ha riguardato la formazione dei formatori in Yoga Educativo.
Docente a contratto del corso di alta formazione “Yoga Educativo a scuola”. il Corso di Alta Formazione presso UniPd è stato ideato dai fondatori di Yoga Educativo, insieme al Direttore Prof. Luca Agostinetto.
Co-Fondatore e Vice presidente della Ssd “Yoga Educativo”.